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L’INNOVAZIONE DELLA FOTOCATALISI AL TRIOSSIDO DI TUNGSTENO CONTRO L’INQUINAMENTO INDOOR

Le iniziative di riduzione degli agenti inquinanti e di salvaguardia degli ambienti sia esterni che interni sono una delle sfide più importanti sulla via del miglioramento della qualità della vita, del progresso ma anche della sostenibilità di ogni iniziativa umana. Anche in ambito imprenditoriale si possono promuovere iniziative concrete, a partire dalla definizione di una governance della sostenibilità che influisca su tutti i processi aziendali ma anche sui comportamenti individuali e collettivi.

Lo sviluppo tecnologico fornisce numerose opportunità per agire in modo concreto e la ricerca mette a disposizione strumenti innovativi per procedere in questa direzione.

Le nanotecnologie, operanti nel campo dell’analisi e del controllo delle proprietà acquisite della materia quando trattata su scala nanometrica, introducono nuove opportunità in questa direzione.

La fotocatalisi è un processo del tutto simile a quello della sintesi clorofilliana, che come sappiamo è uno dei processi alla base della vita. Così come le piante attraverso la luce del sole trasformano l’anidride carbonica in materiali utili alla vita come l’ossigeno e il glucosio, la fotocatalisi, attraverso l’azione della luce su un catalizzatore, innesca un processo di ossidazione delle sostanze organiche nocive, trasformando queste ultime in composti più semplici e innocui.

La fotocatalisi è usata per la purificazione di aria e acqua perché degrada gli inquinanti in modo non selettivo, eliminando elementi nocivi di diversa natura. Non ha, inoltre, bisogno di manutenzione o di ripristino: benché sia il catalizzatore a scatenare il processo, questo non è coinvolto nella trasformazione e quindi non si consuma e non deve essere rigenerato.

Molti sono i composti che agiscono da catalizzatori nel processo di fotocatalisi. Il biossido di Titanio (TiO2) è il fotocatalizzatore che trova maggior impiego, ma la sua proprietà si attiva solo attraverso la gamma dei raggi UV.

La luce solare è composta da diverse lunghezze d’onda:

  • La gamma UV;
  • La gamma della luce visibile, attraverso la quale possiamo vedere;
  • La gamma degli Infrarossi, attraverso i quali il sole trasmette il calore sulla superficie terrestre.

Le porzioni di raggi UV che raggiungono la superficie terrestre sono comunque radiazioni dalle quali siamo abituati a difenderci attraverso filtri solari e lenti, poiché possono generare effetti dannosi sul nostro organismo, in particolare patologie dell’epidermide.

I raggi UV sono inoltre i responsabili degli effetti di deterioramento sugli oggetti esposti alla luce solare dietro le nostre finestre, nelle vetrine dei negozi, dei magazzini o nei luoghi di lavoro.

L’efficacia dei composti più comunemente utilizzati è quindi legata all’emissione di raggi UV, non visibili (e dunque che non “illuminano”), ma che presentano comunque caratteristiche spesso nocive o distruttive dalle quali dobbiamo difenderci.

La tecnologia proposta da Noka si basa sull’utilizzo di un fotocatalizzatore su scala nanometrica, a base di triossido di tungsteno, il quale è sensibile alla luce visibile e quindi utilizzabile in presenza di una fonte di illuminazione, incluse le lampade, e attivabile anche all’interno di ambienti chiusi. I test di laboratorio hannodimostrato un consistente abbattimento della popolazione batterica e un’attività fortemente degradativa nei confronti dei maggiori responsabili dell’inquinamento indoor, ovvero i Composti Organici Volatili (VOC).

Il processo fotocatalitico assume le proprietà anti-inquinanti, antibatteriche e antisporcamento, frutto della semplice ossidazione delle sostanze nocive che entrano in contatto con il catalizzatore quando attivato da una sorgente di luce. La fotocatalisi riesce a eliminare cellule batteriche, virali e fungine, decomponendole in sostanze innocue e senza disperdere nell’ambiente materiali inquinanti.

I vantaggi delle tecnologie a fotocatalisi sono quindi molteplici. L’impatto positivo sugli ambienti favorisce l’igiene e la salute per le persone e gli animali, soprattutto in ambienti popolati e chiusi, ovvero i luoghi in cui ognuno di noi trascorre gran parte del tempo.
Inoltre il processo è sicuro, poiché non produce e non disperde materiali inquinanti nell’ambiente.
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Il processo trova impiego in molte applicazioni ingegneristiche e industriali e Noka è attiva nello sviluppo di tecnologie per la purificazione di ambienti, aria e acqua attraverso la fotocatalisi.

Noka ha presentato al mercato la soluzione ACLL che rappresenta un’innovazione nell’ambito dell’efficienza energetica e dei processi di trattamento della qualità degli ambienti. La tecnologia abbina i vantaggi dell’illuminazione a LED in termini di risparmio energetico ed efficacia di illuminazione con l’utilizzo di materiali fotocatalitici (applicati alle superfici delle lampade) che durante l’accensione attivano un processo di purificazione, permettendo di contribuire a rendere gli ambienti interni più salubri e vivibili.

Il sistema è quindi indicato per tutti gli ambienti, in particolar modo per quelli sensibili al tema dell’inquinamento indoor, della diffusione batterica e microbica e in generale in tutti gli ambienti in cui si concentrino molte persone:

  • Scuole e asili
  • Residenze sanitarie non ospedaliere
  • Uffici
  • Palestre e piscine
  • Sale di attesa
  • Sale di degenza e aree comuni in ambulatori e strutture sanitarie
  • Farmacie e ambulatori medici